Lo Yoga della risata è una pratica che combina assieme la risata con la respirazione yogica.

Il segreto sta nell’imparare a ridere anche quando non c’è niente da ridere. Inizialmente non è facile fare una risata se non c’è un motivo preciso, infatti è fondamentale l’esercizio che va un po’ a spingere (forzare) i nostri muscoli del viso, il nostro diaframma, i polmoni, i muscoli dell’addome.. e molte altre parti del corpo che sono coinvolte nel processo di respirazione.

All’inizio si parla di risata “spintanea”, cioè spinta che non esce da sola. L’allenamento però sappiamo tutti che “batte il talento..” e se ci si concedono pochi minuti al giorno in maniera regolare in poco tempo la nostra risata diventa sempre più facile e spontanea.

Yoga della risata: quali sono gli effetti sul gruppo

Lo Yoga della risata viene svolto prevalentemente in gruppo, anche se mi sento di dire che praticare la risata da soli dà fantastici benefici a tanti livelli.

La persona che si approccia a questa pratica per la prima volta, viene favorita dal gruppo perché trae beneficio dal clima giocoso che si ottiene attraverso iniziali tecniche dolci di riscaldamento basate su esercizi di respirazione, stretching, canto, battito delle mani, semplici movimenti del corpo e contatto visivo tra i partecipanti. Gli esercizi di respirazione vengono utilizzati all’inizio per preparare i polmoni alla risata e piano piano vengono seguiti da esercizi che accompagnano la risata stessa.

Questa infatti non è altro che una respirazione “parlata”, si tratta di aiutare la risata con tecniche di visualizzazione, simulazione e giochi che portano gradualmente ad innescare la risata incondizionata. Si inizia di solito anche solo con un minuto di risata le prime volte per poi passare a cinque, poi a dieci e se l’esercizio è costante si può arrivare facilmente a venti minuti di risata al giorno o di più.

Venti minuti di risata sono sufficienti per produrre dei benefici fisiologici consistenti.

Una sessione poi termina con la “Meditazione della Risata” che vede i partecipanti seduti o sdraiati al suolo e si lasciano liberi di far fluttuare la risata in modo libero e spontaneo in maniera incondizionata.

Questa è una fase molto potente perché può portare ad una vera e propria purificazione da pesi e ansie, un momento quasi catartico un bagno di emozioni e di gioia che possono durare per qualche giorno. Alla fine si conclude con esercizi di rilassamento guidato. 

yoga della risata Laura Pighi

Un po’ di storia dello yoga della risata

In molti hanno contribuito alla storia della risata ma il vero e proprio fondatore dello Yoga della risata è stato un medico indiano D. Kataria che si sentiva ispirato dalle ricerche fatte sul campo da parte di altri medici (il d. Lee Berk) ed essendo un uomo di azione decise di testare sul campo il reale impatto che la risata aveva su di sé e sugli altri.

Creò così il primo Club dello Yoga della Risata nel 1995 a Mumbay, riuscendo a convincere quattro persone di fiducia a ritrovarsi nel parco vicino a casa per praticare assieme la risata.

Le loro risate attraevano altre persone e in pochi gg il gruppo superava i 50 partecipanti.

All’inizio si organizzavano in cerchio e uno a turno raccontava una barzelletta. Tutti si divertivano e tornavano a casa felici e rilassati affrontando le giornate pieni di energia. Ad un certo punto però il repertorio delle barzellette finì e alcuni partecipanti proposero di chiudere il gruppo. Il d. Kataria , deciso a non arrendersi, chiese a queste persone di avere ancora un giorno di tempo e, riprese in mano le ricerche, finalmente trovò la risposta che cercava: il nostro cervello non distingue la risata vera da quella forzata e gli effetti positivi vengono comunque recepiti e innescano delle sinapsi che vanno a generare nuove cellule neuronali che trasmettono messaggi positivi all’interno del corpo della persona.

Il giorno dopo comunicò la notizia ai partecipanti che, sebbene fossero un po’ perplessi, accolsero la proposta di provare a ridere anche senza uno stimolo preciso e ben presto la risata di alcuni di loro da simulata diventò sempre più autentica. Con il suo effetto contagioso piano piano altri iniziarono a ridere senza motivo e si resero conto che ben presto stavano ridendo molto più di prima arrivando a 10 m di seguito.

Fu così che il D. Kataria riuscì a salvare il Club e a dare vita al vero e proprio Yoga della risata in India e un po’ alla volta in tutto il mondo.

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